bellezze un anno prima, nel 1957, visitando Roma e  trascorrendo una vacanza di  una settimana ad Ischia in un piccolo albergo situato ai Maronti chiamato “ Casa Antica” e  gestito da uno svedese che si chiamava come il più famoso giocatore di calcio dell’ epoca, Hamrin. Restai talmente fulminata dalla bellezza dell’ isola d’ Ischia che ritornata a Stoccolma ed incominciato a lavorare nell’ agenzia di viaggi proposi di inserire Ischia nelle tappe italiane dei  nostri viaggi. Ero la capogruppo. Il nostro aereo charter atterrava a Pisa e poi in pulman   accompagnavo i turisti a Roma dove stavamo una settimana  all’ Albergo Duca d’ Alba eppoi un’ altra settimana ad Ischia dove la nostra agenzia  aveva stipulato una convenzione con l’ Albergo Pineta ad Ischia Porto. I gruppi generalmente erano di circa 30 persone, giovani soprattutto che amavano il mare, il sole, il verde delle colline ed i viaggi duravano da giugno a settembre”  racconta oggi   seduta  nel piccolo giardino della sua casa ischitana, un’ ala  della bella costruzione  edificata negli anni ’40 dal capostipite Antonio Mazzella ( 1895 – 1963), Maestro Muratore, interamente ricoperta da pietre a faccia vista, una tecnica che Mastu’ Antonio aveva appreso in America dove era emigrato lavorando nel New  Jersey,  alla via Michele Mazzella .

Ad Ischia i Mazzella stanno come i Rossi a Milano. Discendiamo  tutti dal piccolo villaggio di Campagnano nel Comune di Ischia e la grande famiglia, perdendo i legami di parentela,  si è estesa a tutta l’ isola ed ancora a Monte di Procida, all’ isola di Procida e perfino  nelle isole pontine, a Ventotene e Ponza, dove i Mazzella hanno contribuito alla colonizzazione  borbonica fin dal XVIII secolo.  

Accanto a me, a suo cognato Raffaele  di 63 anni che da almeno 40  fa l’ agente di viaggio ( un segno del destino? Una casualità ?) e  che  per trent’ anni è stato capogruppo del più importante tour operator tedesco specializzato in vacanze tutto compreso ad Ischia, poi c’ è la figlia Anna ed il piccolo nipotino Raffaele di 10 anni.

“ Dovevo  organizzare  le escursioni sull’ isola ed interessarmi anche  del divertimento. C’ erano pochi locali. Una sera portai i miei turisti  in un piccolo albergo situato in Via Quercia ad Ischia, la Pensione- Ristorante Epomeo, gestita da un austriaco,  il signor Mandel, che  organizzava anche serate musicali. Cantava un bel ragazzo ischitano dalla bella voce di baritono. Si chiamava Franco Mazzella ed aveva 27 anni. Ci guardammo intensamente per tutta la serata e poi, quasi alla fine, mi dedicò “ la più bella del mondo” la canzone alla moda di quell’ estate lanciata da Marino Marini ed il suo complesso all’ epoca  molto famoso. La scintilla dell’ amore scoppiò allora e  la nostra unione, è durata 43 anni fino alla sua morte avvenuta  il 21 ottobre del 2001 a Stoccolma” racconta ancora.

Per  presentare Franco interviene Raffaele.

“Franco, il più grande dei  4 fratelli, avrebbe voluto fare il cantante. Io, Il più piccolo, l’ ho sempre guardato con ammirazione per la sua mentalità aperta. Era già un poco  “ svedese” prima ancora di conoscere Hjordis. Aveva studiato fino alla licenza ginnasiale ed aveva studiato anche canto a Napoli presso maestri privati. A  21 anni nel 1951 mentre faceva il militare a Venezia cantò anche alla radio e ricordo che la nostra famiglia, non possedendo una radio, dovette andare da amici per ascoltarlo. A Venezia visse anche una grande storia d’ amore con una ragazza di vent’ anni, Grazia, che le scriveva stupende lettere d’ amore che abbiamo conservato fino a qualche tempo fa. Poi andò in Venezuela dove restò due anni lavorando presso un bar di Caracas di proprietà di un nostro parente, Gennaro Mazzella,  e dopo ancora il ritorno ad Ischia con la sua  inguaribile passione  per il canto. Cantava  alle serate organizzate nei pochi alberghi di allora ed   alla Taverna Antonio sulla Riva Destra del  Porto  che  cominciava  proprio alla metà degli anni ‘ 50  a diventare il luogo dei ristoranti e dei locali con  i cantanti ed i chitarristi.

Avevo 13 anni nel 1958. In dicembre, poco prima di Natale, ci comunicò che sarebbe andato in Svezia a trovare una ragazza e che probabilmente sarebbe rimasto a Stoccolma. I miei genitori, Antonio e  Anna ( 1910-1998), presero atto delle sue decisioni con rispetto un poco “ mugugnando “ però. Franco partì in treno con una enorme valigia carica di indumenti invernali”.

Racconta Hjordis:

“ Lo andai a prendere alla stazione e venne a vivere con la nostra famiglia composta da. mia madre e dalle mie due sorelle. Doveva trovarsi un lavoro perché  non si viveva cantando e così iniziò a lavorare  al bar dell’ Hotel Strand  per poi passare al Grand Hotel di Stoccolma dove è stato barman per oltre 30 anni fino a quando non è andato in pensione ma ogni tanto non si lasciava pregare per cantare una canzone italiana con il pianista dell’ albergo. Abbiamo avuto tre figli, Peter, Antonio ed Anna ed abbiamo avuto un grandissimo dolore con la morte di mio figlio Antonio a 34 anni il 9 luglio del 2000 per un cancro al cervello. Da allora Franco non è stato più bene, quasi si è lasciato morire, ma è stato il cancro ad ucciderlo un anno dopo”.

Franco Mazzella per vivere faceva il barman ma era un artista, un cantante, un musicista, un poeta, un innamorato dell’ isola d’ Ischia, delle sue tradizioni e dei suoi colori.

Ad Ischia Franco ed Hjordis  venivano d’ estate ogni anno con poche eccezioni. Con loro venivano Peter, Antonio ed Anna che sono cresciuti con una doppia cultura, italiana e svedese, amando, come i loro genitori, i due Paesi e la loro isola d’ Ischia.

Franco – un ischitano a Stoccolma – frequentava Angelo Tajani, corrispondente di molti giornali italiani fra i quali “ Il Mattino” e fino a quando è stato a Stoccolma Gianni Boncompagni che prima della unione con Raffaella Carrà  è stato sposato con una svedese.

Franco era anche appassionato di fotografia e nella casa di Stoccolma Hjordis  conserva  una enormità  di fotografie  scattate da Franco degli angoli e delle scene più suggestive dell’ isola d’ Ischia ma anche di Roma e di Napoli e naturalmente scatti della moglie e dei figli Gli piaceva anche scrivere e così  nelle estati  degli anni ‘ 70 si presentava  in Piazza Croce ad Ischia Porto dove avevamo la sede de “ Il Giornale d’ Ischia”  con la sua macchina fotografica a tracolla e consegnava al mio Direttore, Franco Conte, un pezzo di colore sui personaggi che lo colpivano. Scrisse un pezzo su un Maestro fornaio ed un altro su Don Leopoldo, un cantante-chitarrista napoletano che faceva la “ posteggia” e portava gli occhiali senza lenti ed un altro ancora sulle  sue sensazioni sul clima della Rive Droite 16 anni dopo il suo debutto come cantante..

“ Non scriveva solo di colore. Interveniva anche sui problemi dell’ isola e nel 1959 scrisse una “ lettera da Stoccolma” a “ Il Mattino”  sui problemi dell’ isola d’ Ischia come il traffico ed il rispetto dell’ ambiente che fece scalpore. I problemi di sempre, sul tappeto ancora oggi” dice Raffaele che aggiunge: “ Ma i nostri problemi, i torti  all’ ambiente,  che Franco guardava con il cuore dell’ ischitano ma con la  razionalità “ svedese” non vengono avvertiti da  Hjordis che io chiamo “ ottusa innamorata dell’ isola”.

Hjordis conferma: “ Sono innamorata dell’ isola d’ Ischia  ieri come oggi e la trovo stupenda anche con il traffico e con le strade non proprio pulite. Eppoi quando ritorno ogni anno in questa casa, passeggio per Cartaromana,  sento Franco con me”.

Le ceneri di Franco Mazzella  sono poste  nel cimitero di Ischia. Quelle del figlio Antonio per sua volontà sono state disperse nel mare antistante i Giardini Termali del Castiglione.

“ Ogni anno il 9 luglio con il nostro amico pescatore Vito ci  rechiamo nel mare del Castiglione con 40 rose, 20 bianche e 20 rosse, e le poniamo nel mare affinché Antonio ovunque sia  ne  possa sentire il profumo, possa sentire ancora gli odori ed i sapori  della Terra dei suoi Padri” dice con commozione Hjordis.

E con le rose per Antonio il suo biglietto con una frase per Lui, per Franco, per Ischia: “ Min Alskling” che in svedese vuol dire “ Amore Mio”.

 

G.M.

 

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Questo articolo rientra nell’ ambito della campagna “ I love, Ischia” dell’ Associazione di Promozione Sociale “ Isola d’ Ischia”.

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